Cristiani convertiti all'Islam spiegano la loro scelta. “Il Dio dei cristiani non incute timore, invece bisogna avere paura”Il Papa è stato redarguito duramente dalla umma islamica perché ha sottolineato le differenze fra l’islam e il cristianesimo e ha contrapposto il logos della cristianità occidentale all’irrazionalità degli islamisti. Eppure ci sono molti musulmani che ammettono senza ipocrisia la distanza che esiste fra l’insegnamento di Cristo e quello di Maometto. Soprattutto se sono occidentali convertiti, anzi “ritornati” ad Allah perché secondo loro tutti gli uomini sono nati musulmani (e gli altri condannati alle fiamme eterne dell’inferno). Soprattutto se erano cristiani e sono giunti alla conclusione che Maometto ha ristabilito la verità assoluta contro le false profezie dei Vangeli. Rosario Pasquini, guida spirituale della moschea dei Fratelli Musulmani di Segrate, già interpellato dal Foglio qualche giorno fa su questo tema, ogni domenica accoglie in moschea diversi italiani che bussano alla sua porta perché hanno deciso di abbandonare la fede in Cristo e sposare le regole della Sunna.
Che si abbandonano con fiducia ad Allah perché l’islam è più logico, ci hanno spiegato tutti, e soprattutto più semplice. Ivan Cavallero per esempio è un pasticcere brianzolo, da poche settimane “tornato” ad Allah. Ora si fa chiamare Younis. Di se stesso ci ha raccontato che ha sempre avuto un vita normale finché ha subito il trapianto di un rene e ha cominciato a chiedersi a chi appartenesse la sua fragile esistenza. Ha conosciuto una famiglia cristiana molto osservante e ha cominciato a pregare Gesù. Ha letto l’Antico Testamento e i Vangeli e ha creduto alla buona novella. Pensava di aver trovato sollievo alle sue sofferenze, affidandosi al messaggio di Cristo morto in croce per la salvezza di tutti gli uouomini. Poi ha avuto un incidente automobilistico quasi fatale e mentre aspettava i soccorsi ha esclamato: “Dio perché mi hai fatto questo?”. Dopo la convalescenza ha conosciuto dei colleghi di lavoro musulmani. E ha sentito un richiamo, che lo ha portato dritto in moschea. Ora dice che il suo cuore non accettava un Dio che si fosse incarnato in una “creatura vivente”, e che i cristiani “sono una tentazione del diavolo”, ci spiega lui che è ancora un “apprendista”, quando prega non ricorda a memoria le frasi rituali e si sta facendo crescere la barba perché “un uomo che non porta la barba non rispetta la sua faccia” come diceva Maometto. “Mi sono sottomesso alla legge divina e ho trovato la pace”, ribadisce in continuazione. “Fra noi e i cristiani c’è una sola cosa in comune: siamo tutti figli di Adamo, ma c’è troppa contraddizione fra il cristianesimo moderno e l’insegnamento dell’Antico Testamento.
Il cristianesimo non impone un codice di comportamento e il Dio dei cristiani non incute timore. E bisogna avere paura per rimanere sulla retta via. Allah mi dice come vestirmi, come mangiare, come pregare.
E ora so che la libertà è un’illusione ottica. So che non potrò sbagliare perché ho timore di Dio e per questo Lui mi stimolerà a rimanere sulla Retta Via. Il mio maestro (Pasquini, ndr) mi ha aiutato a capire che
la libertà di coscienza e il libero arbitrio sono un’illusione ottica perché tutto è già stato deciso da Allah che tutto sa, può e conosce. E che è meglio avere un padrone unico, Allah clemente e misericordioso, piuttosto che cento mille padroni, che rendono più piacevole la vita ingannevole di un occidentale, ma lo portano lontano dalla verità, ad accettare il dominio e lo sfruttamento degli uomini”.
Anche il suo fratello Marco Ivan Magni, oggi si chiama Saddiq ( il veritiero), ha studiato i salmi dell’Antico Testamento prima di convertirsi all’islam. Grazie all’incontro casuale di un suo amico fraterno, anch’esso convertito. “E’ stato un richiamo del cuore”, ci spiega lui che ha studiato in un collegio cattolico.
“Non potevo sopportare le profonde ipocrisie di una chiesa che si affida a un intermediario, un prete, e di una religione, quella di Abramo che ha bandito gli alcolici, punito la fornicazione con la lapidazione, proibito la diffusione delle immagini e oggi contravviene ai suoi stessi insegnamenti. Insomma è come avere un nuovo cellulare: l’ultimo modello è il migliore”, insiste.
“Così come l’islam che è l’ultima profezia rivelata è l’unica verità. Quando leggevo il Corano tradotto in italiano, ho capito che non poteva essere credibile una religione che raccontava la storia degli ebrei che consideravano i gentili come maiali e legittimavano l’inganno e la disonestà (si riferisce alle note criticate perché antisemite inserite da Hamza Picardo nella traduzione del Corano pubblicata da Newton & Compton, ndr). Così ho aperto gli occhi e ho capito che il cristianesimo produce confusione perché invoca ‘Padre nostro che sei nei cieli’ e poi però afferma di aver mandato Gesù in terra: una contraddizione fin troppo evidente.
Una notte ho avuto un sogno: ho visto un fascio di luce che mi investiva e mi dava pace e vedevo me stesso prosternarmi. E’ stato allora che ho capito che per ottenere quella pace avrei sacrificato tutto: avevo compiuto un passo irreversibile.
E così sono entrato nella umma: perché l’islam è logico, semplice e preciso. La parola religione che proviene dal latino religio significa religare, tenere insieme, unire, ma oggi siamo davanti a una guerra di religioni e quindi c’è qualcosa che non va.
Perciò deve esistere una sola religione, quella di Allah, il Clemente e Misericordioso, la pace regni su di Lui”.
(Cristina Giudici, IL FOGLIO, sabato 14 ottobre 2006)
Pubblicato il 16/10/2006 alle 13.59 nella rubrica 3.